GLI ONCOLOGI MEDICI TI AIUTANO A SMASCHERARE LE FAKE NEWS
fakeNews
notizia falsa

Seguire un’alimentazione sana e assumere integratori è sufficiente a guarire dal cancro, come sembra indicare la storia di Veronica?

No. Non esiste alcuna prova scientifica per poter sostenere che la dieta sia in grado di curare il cancro. Quel che è certo è che la dieta può avere un ruolo preventivo importante, ed infatti esistono buone norme alimentari che tutti dovrebbero seguire, come raccomandato dalla Commissione Europea nel suo Codice europeo contro il cancro. In particolare, andrebbe limitato il consumo di alcolici, ed andrebbero consumati principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta, evitando la carne conservata, limitando la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale, oltre che i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) e le bevande zuccherate.

LA SMENTITA DELLA SCIENZA

Sul blog di Gioia Locati, collegato a “Il Giornale” (1) è possibile ritrovare la storia della signora Veronica, affetta da tumore metastatico di origine non specificata e, a suo dire, guarita dalla sua malattia dopo aver adottato un particolare regime dietetico. La signora Veronica aveva comunque praticato 11 cicli di chemioterapia!
Anzitutto analizzare la storia della signora Veronica da un profilo meramente medico risulta estremamente complesso, poiché non si conosce il tumore primitivo, e non si conoscono i trattamenti effettuati. Certamente vale la pena chiarire che gli effetti collaterali della chemioterapia sono in parte differenti a seconda degli schemi adottati, ed essendo comunque strettamente dipendenti dalla tollerabilità del singolo paziente, non è mai possibile generalizzare. Non solo, ma molti effetti collaterali sono assolutamente gestibili o prevenibili, per cui è sempre poco utile generalizzare e sarebbe auspicabile che siti internet collegati a testate giornalistiche di una certa rilevanza curassero meglio la comunicazione riguardo argomenti così sensibili.
Premesso questo, la signora Veronica ha comunque praticato non pochi cicli di chemioterapia, per cui è alquanto verosimile che sia stata questa a condurla verso la guarigione. Ma concentriamoci sui riferimenti che la signora fa riguardo il proprio comportamento alimentare: Colin Campbell e David Schreiber. Per quanto concerne Colin Campbell, questi è un nutrizionista americano, noto per aver pubblicato il libro intitolato “The China Study” nel 2005 e basato su dati epidemiologici raccolti sulla popolazione cinese, al fine di studiare un eventuale nesso tra abitudini alimentari e salute. Il libro è divenuto una sorta di “Bibbia dei vegani”, avendo pesantemente attaccato i cibi di origine animale, in particolare carni, latticini e grassi di origine animale, mettendoli in correlazione con un aumentato sviluppo di infarto, ictus, ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi. In realtà la comunità scientifica ha pesantemente criticato questo lavoro. Sia perché la pubblicazione dei dati non subì un processo di revisione comunemente utilizzato dalla comunità scientifica e tendenzialmente atto a garantire la qualità di quanto eventualmente pubblicato, ovvero il metodo peer-review (2), in quanto Campbell decise di pubblicare un libro e non uno o più articoli su riviste scientifiche, sia perché il numero di dati analizzati è stato eccessivo. Il numero molto elevato di correlazioni tra le variabili analizzate non teneva conto di possibili fattori confondenti ma guardava spesso alla mera significatività statistica, rendendo il tutto facilmente male interpretabile. Tra l’altro, in studi effettuati con i topi la dieta di Campbell ha provocato negli animali un aumento di tumori epatici, legati alla scarsa capacità dell’organismo di eliminare le tossine per via delle carenze nutrizionali. Una disamina accurata di tutti i limiti del China Study è comunque possibile leggerla sul sito dell’AIRC (3) e sul sito della blogger Denise Minger, che ha analizzato in un mese e mezzo i dati del China Study ed ha prodotto una critica molto precisa e puntuale di quanto affermato nel libro del dott. Campbell, divenendo così un punto di riferimento anche per la comunità scientifica stessa (4). Il sito AIRC, invece, rimanda anche ad altre informazioni interessanti riguardo il rapporto tra dieta e cancro. Va comunque detto che, ad oggi, l’introduzione con la dieta di una quantità ragionevole di grassi di origine animale, latticini e pesce, è considerata alquanto salutare ed in grado di prevenire diverse malattie, fra cui diversi tipi di cancro. Anche un consumo saltuario di carne è compatibile con una nutrizione equilibrata.
Per quanto riguardo la seconda fonte di ispirazione della signora Veronica, il dott.Schreiber, egli fu uno psichiatra, deceduto a causa di un glioblastoma, tumore cerebrale molto aggressivo. Nel corso della sua vita attribuì la sua lunga sopravvivenza allo stile di vita ed alla dieta adottati, mai validati però dal punto di vista scientifico, e dimenticandosi di sottolineare come alla prima comparsa di malattia fu sottoposto ad intervento chirurgico, radioterapia e chemioterapia, ad una prima recidiva fu sottoposto a radioterapia e solo alla seconda recidiva, purtroppo per lui, le terapie proposte fallirono e non vi fu possibilità di cura (5). È vero che il tutto si è verificato nell’arco di 19 anni, tempo insolitamente lungo per un tumore del genere, tuttavia nei principali studi clinici che hanno portato all’approvazione delle terapie attualmente utilizzate per curare il glioblastoma e le sue recidive, o nelle casistiche riportate in letteratura è sempre prevista la presenza di un numero, seppur molto ridotto, di persone che sono in grado di sopravvivere molto di più della media (6). Inoltre non è assolutamente corretto riportare, come fatto sul web, che il soggetto in questione sia sopravvissuto 19 anni con un glioblastoma, giacché sia la malattia iniziale che la sua prima recidiva trattata con radioterapia scomparvero. Non sarebbe stato assolutamente possibile osservare una sopravvivenza così lunga con un glioblastoma sempre clinicamente presente, per cui la correttezza della comunicazione non è cosa di poco conto.
In definitiva non esiste alcuna prova scientifica per poter sostenere che la dieta sia in grado di curare il cancro. Quel che è certo è che la dieta può avere un ruolo preventivo importante, ed infatti esistono buone norme alimentari che tutti dovrebbero seguire, come peraltro raccomandato dalla Commissione Europea nel suo Codice europeo contro il cancro (7), quali limitare il consumo di alcolici, mangiare principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta, evitare la carne conservata, limitare la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale, oltre che i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) e le bevande zuccherate.

Fonti informative:
1) http://blog.ilgiornale.it/locati/2014/12/09/le-mie-metastasi-sparite-con-la-dieta/
2) http://www.airc.it/finanziamenti/riviste-scientifiche-scelta-articoli-pubblicare/
3) http://www.airc.it/cancro/disinformazione/the-china-study/
4) https://deniseminger.com/the-china-study/
5) https://it.m.wikipedia.org/wiki/David_Servan-Schreiber#Il_metodo_.22anti-cancro.22
6) Linee guida AIOM sui tumori cerebrali, versione 2017. Accessibili su: http://www.aiom.it/professionisti/documenti-scientifici/linee-guida/1,413,1,k
7) http://www.airc.it/prevenzione-tumore/per-tutti/codice-europeo-contro-il-cancro/