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in parte vero

È vero che l’utilizzo prolungato del cellulare favorisce l’insorgenza del tumore al cervello?

La notizia è almeno in parte vera, nel senso che l’associazione tra uso di cellulari e sviluppo di tumori è un tema costantemente e dettagliatamente affrontato dall’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC). Ad oggi tale associazione viene definita ‘possibile’ (grado 2B) e vi sono studi in corso per chiarire l’argomento (studio COSMOS e studio MOBI-KIDS).

LA SMENTITA DELLA SCIENZA

Il tema sul rischio di tumori associato all’uso dei cellulari è molto dibattuto, ed è anche affrontato costantemente e approfonditamente da commissioni internazionali di eminenti esperti del settore.

L’ipotesi è che i campi elettromagnetici (electromagnetic fields, ERF) generati con l’uso dei cellulari (così come di altri dispositivi), possano indurre effetti nocivi sul DNA (effetto genetossico) e quindi causare lo sviluppo di tumori. Gli ERF associati all’uso dei cellulari sono quelli indotti dalle radiofrequenze, che sono utilizzati per trasmettere il segnale, ed hanno una banda di frequenza che va da 900–1800 MHz (2G), 900–2100 MHz (3G) e più recentemente 800–1800/2600MHz (4G).

L’ultimo documento ufficiale prodotto da commissioni internazionali esperte, è quello del 2011 redatto dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) che è una commissione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) 1.

Il documento, di quasi 500 pagine, raccoglie tutte le migliori evidenze, sia di tipo epidemiologico e su casistiche umane, sia di tipo precliniche su modelli animali, sulla possibile associazione casuale tra uso di cellulari e sviluppo di tumori.

La conclusione della IARC nel 2011 è stata che le radiofrequenze dei telefonini sono classificate come ‘possibilmente cancerogene’ (GRADO 2B) 2. Per avere un’idea di tale definizione, si può dire che il GRADO 1 corrisponde a sostanze ‘sicuramente cancerogene’ ed il GRADO 2A corrisponde a sostanze ‘probabilmente cancerogene’, e che come GRADO 2B sono classificate tutte le possibili cause per cui l’evidenza è ‘limitata’. Ad esempio, altre cause definite come GRADO 2B sono il caffè, il talco, etc.

Mettendo insieme tutte le evidenze disponibili, gli esperti sostengono che qualora tale associazione causale esista, sembra limitata ad un aumento di casi di tumori cerebrali in una regione specifica del cervello (il lobo temporale)3 . L’uso dei cellulare non sembra associato ad un aumento di tumori cerebrali in generale o di altri tipi di tumore. Tuttavia vi sono studi in corso sia negli adulti (studio COSMOS) sia nella popolazione pediatrica (MOBI-KIDS),che si spera aiuteranno a far luce su tale argomento 4.

Fonti informative:

1. http://publications.iarc.fr/Book-And-Report-Series/Iarc-Monographs-On-The-Evaluation-Of-Carcinogenic-Risks-To-Humans/Non-ionizing-Radiation-Part-2-Radiofrequency-Electromagnetic-Fields-2013
2.Baan R, Grosse Y, Lauby-Secretan B, El Ghissassi F, Bouvard V, Benbrahim-Tallaa L, Guha N, Islami F, Galichet L, Straif K; WHO International Agency for Research on Cancer Monograph Working Group.Carcinogenicity of radiofrequency electromagnetic fields.Lancet Oncol. 2011 Jul;12(7):624-6. No abstract available. Erratum in: Lancet Oncol. 2015 Aug;16(8):e379.
3. de Vocht F.Inferring the 1985-2014 impact of mobile phone use on selected brain cancer subtypes using Bayesian structural time series and synthetic controls.Environ Int. 2016 Dec;97:100-107. doi: 10.1016/j.envint.2016.10.019. Epub 2016 Nov 9. Erratum in: Environ Int. 2017 Apr;101:201-202.
4.https://www.fda.gov/radiation-emittingproducts/