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È vero che la dieta macrobiotica consente di prevenire e curare il cancro, come sembra emergere da numerose testimonianze?

No, la dieta macrobiotica non può essere considerata una cura efficace per il cancro, poiché non esiste alcuna evidenza scientifica seria che lo dimostri, né un particolare razionale teorico a supporto. Tuttavia questo tipo di dieta, in quanto simile alla dieta mediterranea, potrebbe aiutare a prevenire alcune forme di tumore, sebbene ciò debba essere comunque scientificamente provato, come è stato fatto per la dieta mediterranea.

LA SMENTITA DELLA SCIENZA

La dieta macrobiotica è una delle alternative più popolari alle terapie convenzionali per la cura contro il cancro. I guru, in particolare, chiariscono che: “nella dieta macrobiotica le persone sono incoraggiate a mangiare regolarmente, masticare il cibo molto bene, ascoltare i loro corpi, rimanere attivi, e mantenere un atteggiamento mentale pimpante e positivo”. Per raggiungere l’equilibrio ideale, la dieta deve includere i cibi Yin (alimenti freddi e dolci) e i cibi Yang (alimenti caldi o salati) e tutti devono essere naturali e a kilometro zero. Gli alimenti alla base di ogni dieta macrobiotica sono: cereali integrali, alcuni tipi verdure, fagioli, prodotti di soia e alghe, noci e frutta secca in basse quantità, frutti di mare, pesce bianco non grasso ed, infine, frutta, rigorosamente di stagione. Con buona approssimazione, ed un po’ di filosofia orientale a “condimento”, si tratta di una versione leggermente rivista e corretta della dieta mediterranea.
Non esiste alcuno studio scientifico che abbia dimostrato che la dieta macrobiotica (così come la dieta mediterranea o qualsiasi altro intervento nutrizionale), sia in grado di curare patologie tumorali maligne. Del resto, è davvero poco comprensibile come ciò possa avvenire, poiché con l’alimentazione non si assumono sostanze ad effetto né citotossico (cioè in grado di distruggere le cellule), né in grado di interferire con i meccanismi di proliferazione e sopravvivenza cellulare che, nel caso dei tumori maligni, sono profondamente alterati, garantendo a queste cellule una sostanziale immortalità e crescita incontrollata. Molte delle testimonianze portate a supporto del ruolo terapeutico della dieta macrobiotica sono centrate o sulla presunta cura di effetti collaterali tardivi da chemioterapia, in pazienti che la chemioterapia l’hanno già ricevuta ed il tumore lo hanno già sconfitto grazie a questo, oppure sono testimonianze di persone che hanno già ricevuto i trattamenti convenzionali (intervento chirurgico e/o chemioterapia e/o radioterapia) ed hanno solo in un secondo momento introdotto nella loro alimentazione la dieta macrobiotica. Essendo il tumore già stato curato, non ha dunque senso parlare di rapporto tra guarigione e dieta macrobiotica, giacché la mancata ripresentazione della neoplasia è da ascriversi ai casi di guarigione ottenibile con terapie convenzionali. Per dimostrare in casi come questi che la dieta macrobiotica sia in grado di ridurre il rischio di recidiva (e di converso aumentare il tasso di guarigioni) sarebbe necessario condurre uno studio clinico randomizzato con due bracci, uno in cui i pazienti non conducono un regime alimentare macrobiotico ed un altro in cui viene strettamente osservata questa tipologia di dieta (così come per qualunque altra presunta dieta anti-cancro) e valutare i pazienti nel tempo. Uno studio del genere non esiste.
Quello che invece è stato dimostrato da numerosi studi è che esistono interventi nutrizionali in grado di ridurre il rischio di sviluppo di numerose condizioni morbose, tra cui alcune neoplasie. Per esempio, è ormai noto e scientificamente comprovato che un consumo eccessivo di cibi affumicati sia potenzialmente responsabile di tumori dello stomaco (1), oppure che un consumo eccessivo di carni rosse si associ ad un aumento del rischio di cancro al colon-retto (2), pertanto una riduzione del consumo di alcuni cibi o dell’utilizzo di alcune tecniche di cottura non può che giovare alla salute. È altresì stato dimostrato che la dieta mediterranea è in grado di ridurre l’incidenza di diversi tumori, tra cui per esempio il tumore della mammella (3) o che una corretta alimentazione possa giovare nella gestione degli effetti collaterali da chemioterapia, come la nausea (4), o addirittura avere un ruolo nel migliorare la risposta immunitaria anti-cancro (5). Anche la Commissione Europea, nel suo Codice Europeo contro il Cancro, invita ad adottare alcune precise strategie alimentari, particolarmente consigliate sulla base delle attuali evidenze scientifiche (6). Insomma sarebbe possibile dilungarsi a lungo sulla relazione tra cibo e cancro, perché molte sono le evidenze disponibili nella letteratura scientifica ormai a disposizione. Il messaggio chiave, tuttavia, è che la dieta di per sé, macrobiotica o di qualunque altro tipo, non può essere considerata una terapia anticancro, mentre una corretta e sana alimentazione, gestita da professionisti esperti e titolati, non può che essere di giovamento per la salute ed in grado, effettivamente, di ridurre il rischio di alcune neoplasie.

Fonti informative:
1) Yusefi AR et al., Risk Factors for Gastric Cancer: A Systematic Review. Asian Pac J Cancer Prev. 2018 Mar 27;19(3):591-603.
2) http://www.airc.it/cancro/disinformazione/proteine-origine-animale-salute/
3) Toledo E et al., Mediterranean Diet and Invasive Breast Cancer Risk Among Women at High Cardiovascular Risk in the PREDIMED Trial: A Randomized Clinical Trial. JAMA Intern Med. 2015;175(11):1752-60.
4) http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2016/04/29/news/prevenzione_oncologica_passa_anche_dalla_cucina-138727234/
5) Soldati L et al., The influence of diet on anti-cancer immune responsiveness. J Transl Med. 2018 Mar 20;16(1):75. doi: 10.1186/s12967-018-1448-0.
6) http://www.airc.it/prevenzione-tumore/per-tutti/codice-europeo-contro-il-cancro/

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