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La terapia “antiangiogenetica” ideata da William Li è indicata contro il cancro?

No. Esistono farmaci antitumorali che agiscono interferendo con la formazione di vasi sanguigni da parte delle cellule tumorali ed alcuni di essi sono comunemente impiegati nella pratica clinica. Un regime alimentare basato su cibi contenenti sostanze con effetto regolatorio dell’equilibrio dei vasi sanguigni, ed in grado di curare o prevenire il cancro, come sostenuto da William Li, non è mai stato scientificamente dimostrato che esista.

LA SMENTITA DELLA SCIENZA

William Li riteneva che il corpo umano fosse in grado di regolare la quantità di vasi sanguigni attraverso un sistema equilibrato, basato su un bilanciamento tra fattori pro-angiogenetici (vale a dire in grado di stimolare la formazione di nuovi vasi) e inibitori naturali dell’angiogenesi, chiamati fattori angiogenetici. In alcune malattie, tale sistema non opererebbe correttamente, ed il corpo non riuscirebbe ad eliminare i vasi in eccesso o a farne crescere di nuovi all’occorrenza e ciò sarebbe alla base di numerose malattie, tra cui il cancro, caratterizzato da una eccessiva proliferazione di vasi sanguigni. In tal caso risulterebbe necessario ricorrere ad una terapia antiangiogenetica, che si discosta dalla chemioterapia in quanto colpisce selettivamente i vasi sanguigni che nutrono i tumori. Ciò dovrebbe avvenire, secondo William Li, introducendo alimenti di origine vegetale con un effetto anti-angiogenico, capaci di potenziare il sistema di difesa del corpo e di eliminare i vasi sanguigni che nutrono il cancro (1). In altre parole, “affamare” il cancro mangiando. Il concetto che i tumori siano caratterizzati da una angiogenesi squilibrata è ben noto da tempo, in effetti (2-5), così come l’esistenza di fattori endogeni in grado di regolare i meccanismi di proliferazione dei vasi sanguigni. Quindi, non si tratta di scoperte e teorie la cui paternità possa essere effettivamente attribuita al dottor William Li. Inoltre, non è generalmente l’angiogenesi squilibrata di per sé ad essere causa di cancro, ma la capacità delle cellule tumorali di produrre fattori pro-angiogenetici in grado di creare una anomala vascolarizzazione è una caratteristica fondamentale dei tumori maligni (6) che è stata oggetto di numerosi studi e tentativi di sviluppo di farmaci che inibissero la formazione di vasi sanguigni. Ad oggi vari farmaci con effetto antiangiogenetico sono approvati in Oncologia, per esempio il bevacizumab per il trattamento del tumore del colon-retto, dell’ovaio o della mammella in fase avanzata, il sorafenib nel tumore del fegato, oppure il sunitinib, il sorafenib ed il pazopanib nei tumori renali o in alcuni tumori maligni dei tessuti molli. Ciò che al momento non è stato validato scientificamente è che l’impiego di alimenti contenenti sostanze per cui in laboratorio sia stato evidenziato un effetto anti-angiogenetico possa avere un qualche effetto nel prevenire o curare il cancro. Peraltro, i tumori sono generalmente in grado di sviluppare resistenza a tutti i principali farmaci anti-angiogenetici approvati sino ad ora, per cui, dopo una prima fase di trattamento in cui tali farmaci risultano efficaci, ad un certo punto non lo sono più ed è necessario ricorrere ad altre strategie di cura. Pertanto, il sensazionalismo e le aspettative che si vennero effettivamente a creare agli albori dello sviluppo di questi farmaci, sono stati fortemente ridimensionati negli ultimi anni. Diversi studi condotti in pazienti con tumori in stadio più iniziale, senza metastasi, si sono peraltro rivelati negativi, per esempio lo studio BEATRICE nei tumori della mammella triplo negativi operati o lo studio AVANT in tumori del colon in un analogo setting di malattia, entrambi pubblicati su riviste internazionali molto prestigiose (6,7).
In definitiva, i concetti di angiogenesi tumorale e di terapia anti-angiogenica non sono stati inventati da Li. Inoltre, non esiste alcuna reale prova scientifica seria in grado di dimostrare che una dieta a base di sostanze con effetto potenzialmente regolatorio dei processi antiangiogenetici, sulla base di studi di laboratorio riguardanti singole molecole, possa poi avere un effetto antitumorale.

Fonti informative:
1) http://supercibo.com/affama-tumori-con-la-giusta-dieta/
2) J. Folkman, “Tumor angiogenesis: therapeutic implications,” The New England Journal of Medicine, vol. 285, no. 21, pp. 1182–1186, 1971.
3) D. Ribatti, A. Vacca, and F. Dammacco, “The role of the vascular phase in solid tumor growth: a historical review,” Neoplasia, vol. 1, no. 4, pp. 293–302, 1999.
4) J. Folkman, “Angiogenesis in cancer, vascular, rheumatoid and other disease,” Nature Medicine, vol. 1, no. 1, pp. 27–31, 1995.
5) R. S. Kerbel, “Tumor angiogenesis: past, present and the near future,” Carcinogenesis, vol. 21, no. 3, pp. 505–515, 2000.
6) Hanahan D et al., Hallmarks of Cancer: The Next Generation. Cell (2011); 144(5):646-674.
7) Cameron D et al., Adjuvant bevacizumab-containing therapy in triple-negative breast cancer (BEATRICE): primary results of a randomised, phase 3 trial. Lancet Oncol. 2013 Sep;14(10):933-42
8) De Gramont A et al., Bevacizumab plus oxaliplatin-based chemotherapy as adjuvant treatment for colon cancer(AVANT): a phase 3 randomised controlled trial. Lancet Oncol. 2012 Dec;13(12):1225-33.

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