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La cura ideata dal monaco brasiliano, Romano Zago, a base di miele, aloe vera e alcol, è efficace contro il cancro?

No. O meglio, a oggi non esiste alcuna dimostrazione scientifica chiara e definitiva dell’efficacia di questa pianta, e tantomeno della sua miscelazione con miele ed alcol, come terapia anti-cancro.

LA SMENTITA DELLA SCIENZA

Varie componenti dell’aloe arborescens potrebbero avere, sulla base di studi preclinici, una certa efficacia in numerosi campi di applicazione medica (1). Ad esempio ne sono state studiate proprietà antitumorali, antiulcera, antimicrobiche, antifungine, antinfiammatorie. Tuttavia non esiste, ad oggi, alcuno studio clinico che abbia portato all’evidenza di una reale efficacia nell’uomo dell’aloe e di sue componenti per ogni campo d’applicazione in cui si presume possa avere un ruolo benefico. Uno studio su pazienti, ben progettato, condotto per valutare l’efficacia nella riparazione di lesioni della pelle e delle mucose provocate dalla radioterapia si è dimostrato fallimentare (2). Anche la presunta cura di padre Zago, a base di aloe vera, miele ed alcol, è stata ideata e proposta dal suo autore senza aver prima condotto alcuno studio clinico che ne valutasse tossicità ed efficacia nell’uomo. Va detto che lo stesso padre Zago, nel suo libro contenente la ricetta del suo preparato naturale, non raccomandava di abbandonare (per fortuna!) i trattamenti antitumorali convenzionali (radioterapia, chemioterapia), suggerendo di assumere il suo preparato in concomitanza, viste anche le sue presunte proprietà benefiche anche nel supporto a diversi effetti collaterali da chemio e radioterapia. Uno studio clinico successivo alla pubblicazione del libro di padre Zago invero esiste, ed ha confrontato l’impiego della chemioterapia (senza aggiunta di aloe) in pazienti affetti da tumori solidi metastatici, rispetto all’impiego della chemioterapia più l’impiego di aloe, secondo la ricetta di padre Zago. Questo studio avrebbe rilevato un certo beneficio che si potrebbe trarre dall’assunzione concomitante del preparato di aloe con chemioterapia. Va detto che lo studio è pubblicato su una rivista minore, non presenta un piano statistico chiaro, mette insieme diversi tumori solidi e diversi trattamenti antitumorali e non prevedeva un disegno in cieco, per cui gli sperimentatori ed i pazienti erano a conoscenza dell’assunzione di aloe, e questo può influenzare il giudizio sul risultato ottenuto (3). Pertanto, ad oggi, non ci sono evidenze sufficienti a sostenere che la cura di pare Zago sia efficace come trattamento antitumorale né da sola, né in associazione ai trattamenti convenzionali. È altresì vero che potrebbe essere oggetto di studio ed approfondimento scientifico, sulla base delle evidenze soprattutto pre-cliniche a disposizione (1).

Fonti informative:

1) Singab A-N B et al., A Systemic Review on Aloe arborescens Pharmacological Profile: Biological Activities and Pilot Clinical Trials. Phytotherapy Research (2015); 29(12):1858-1867.
2) Williams MS et al. Phase III double-blind evaluation of an Aloe vera gel as a prophylactic agent for radiation-induced skin toxicity. Int J Radiat Oncol Biol Phys (1996); 36: 345-349.
3) Lissoni P et al. A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe arborescens in Patients with Metastatic Cancer. In Vivo ( 2009); 23(1):171-175

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